La storia della Cartier si può riassumere con una delle frasi più celebri: Il gioielliere dei Re e il Re dei gioiellieri.
Questa frase venne coniata dal Re d’Inghilterra Edoardo VII nel 1904.
Ma facciamo un passo indietro.
Il Marchio nasce nel lontano 1847 per mano di Louis-François Cartier a Parigi, quando il suo fondatore apre la sua prima boutique.
Ancora allievo gioielliere, rileva il negozio del proprio Maestro, tale Adolphe Picard.
L’attività primaria era quella di produrre gioielli e oggetti d’arte di alto livello.
L’ASCESA
L’opportunità di crescere gli venne fornita nel 1870 con la nascita della Comune di Parigi, un governo socialista nato come conseguenza delle sconfitte francesi per mano dell’Impero Prussiano.
La proclamazione della repubblica, privò gli aristocratici delle loro ricchezze e bloccando i loro depositi bancari.
Così si videro corstretti a vendere i propri preziosi per poter sopravvivere.
Cartier ebbe così l’occasione di poter acquistare sotto prezzo materiale con cui dare vita alle proprie creazioni.
Per quanto breve fu questo periodo, fu fondamentale per dare sfogo alla propria vulcanica creatività, gettando le basi per conquistare fama e ricchezza.
Nel 1909 il figlio Jaques, aprì una boutique a Londra, al 175 di New Bond Street.
L’altro figlio, Pierre, conquista nel 1917 il mercato americano aprendo un’altra boutique al 653 della Fifth Avenue.
Ma sopratutto Louis, direttore generale della Maison di Parigi, che dal 1899, gestì la Casa Madre al numero 13 di Rue de la Paix.
Il segreto dei Cartier, fu sicuramente l’esclusività con cui produceva i gioielli, dov’era impossibile trovarne uno uguale all’altro.
ANIMALIER
Nel 1914 nasce la linea Panthère, dettata dalla passione per i felini di Jeanne Toussaint, moglie, musa ispiratrice e direttrice creativa di Louis-François.
La figura della pantera comincia a decorare anelli, collane e bracciali, creando un’immagine che ancora adesso viene inequivocabilmente affidata a Cartier.
Questa linea venne pubblicizzata da un’immagine creata appositamente dall’artista George Barbier, in omaggio proprio alla Signora Toussaint, che si guadagnò per l’occasione il soprannome di Pantera.
Negli anni, Cartier divenne fornitore ufficiale della Corona Inglese e successivamente anche dei regni d’Italia, Spagna Grecia e Portogallo.
TEMPO DI OROLOGI
La storia della Cartier nell’ambito orologiero arriva “solo” nel 1904, quando il pilota brasiliano Alberto Santos-Dumont chiede a Cartier di realizzare un orologio che potesse indossare comodamente durante i suoi voli.
Nasce il Santos.
Pare addirittura che sia stato il primo orologio da polso mai realizzato.
Pensato per essere letto durante il volo, non avrebbe richiesto di lasciare i comandi dell’aereo per estrarlo dalla tasca.
Già nel 1906 nasce un altro classico, il Tounneau, che ancora oggi ispira diverse linee di orologi classici e meno classici.
Nel 1917, usciti dalla Prima Guerra Mondiale, Cartier si ispira ai carri armati per realizzare il Tank, diventato un altro simbolo di Casa e tutt’ora in produzione.
Ispirato ai cingoli del Renault F-17, questo orologio ha conquistato il polso di celebrità come la Principessa Diana, Truman Capote (colazione da Tiffany), Gary Cooper, Mohamed Ali, Andy Warhol, Jackie Kennedy, ecc…
Nel 1928 è il momento del Tortue e nel 1967 il Crash.
TEMPI MODERNI
Il 1972 la storia della Cartier si trova davanti ad una svolta epocale.
Alla scomparsa di Louis-François Cartier nel 1964, la famiglia decide di vendere l’azienda.
Joseph Kanoui e la sua finanziaria internazionale acquistano Cartier Paris.
A seguire, acquisisce anche Cartier London e Cartier New York, riunendo così l’azienda originale.
Gli affari si ampliano e ci si avvicina sempre di più agli anni 80, quando si contano sempre più benestanti.
Cominceranno ad apparire oggetti firmati sempre più comuni, come gli accendini Must de Cartier commercializzati dal 1988.
Ma è anche il periodo della crisi del quarzo, che indirizza Cartier a commercializzare i suoi iconici modelli con movimenti al quarzo.
Il 1984 vede entrare a catalogo un’altra icona: il Pashà.
Nel 1996 con il sempre più crescente interesse per l’orologeria meccanica, viene introdotto il Cartier Tank Française, che rilancia l’immagine e che tutt’ora vanta un ruolo chiave nel catalogo Cartier.
MANIFATTURA
La storia della Cartier è una continua evoluzione, con colpi di scena che la mantengono viva.
Infatti è passata da gioielleria a fabbrica di orologi, ma ancora non una manifattura, intesa come produttrice di movimenti meccanici.
Per questo bisogna attendere fino al 2000, quando apre la propria manifattura a la Chaux-de-Fonds.
Il primo orologio ad incassare il nuovo calibro di manifattura Cartier fu il Calibre de Cartier, animato da un calibro Cartier 1904MC, presentato nel 2010.
In questa fabbrica Cartier produce la maggior parte delle componenti dei movimenti.
Sotto lo stesso tetto di 33 mila metri quadrati, troviamo oltre agli uffici amministrativi, anche diversi reparti produttivi, dove si va dall’alta orologeria, alla smaltatura, l’intarsio e l’alta gioielleria.
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